Riflessioni

Narcisista patologico, sappiamo davvero tutti cosa significa?

Il racconto di una Donna e la libertà della rinascita.

Sono una vostra lettrice, ho circa 40 anni e, vista la natura della Vostra pagina, vorrei fare una riflessione insieme a tutti i lettori, ma soprattutto le lettrici.

Succede nella vita di conoscere, di scoprire e di meravigliarsi ancora e ancora.

Mi definisco una donna genuina, semplice, positiva, solare e forse un po’ “Alice nel paese delle meraviglie”. Sono un’inguaribile ottimista e non lo devo a niente, non ho mai faticato per esserlo, ma al contrario lo sono dal giorno zero. E sapete, come tutti, su questa Terra nessuno, me compresa, è immune da problemi di ogni tipo, personali, familiari e altro. Nonostante tutto, però, sono sempre col sorriso e mi piace ricordare come mi ha definito una volta un mio amico: “hai il Sole dentro”. Bello, no? Si. Ne sono orgogliosa e felice di questo dono naturale che il Cielo mi ha regalato.

Proprio per questo però, forse mi è capitato di recente di conoscere una “faccia” dell’uomo a me fortunatamente fino ad ora sconosciuta: il Narcisista.

Cosa significa Narcisista?

L’ho scoperto sulla mia pelle. Io ingenuamente, con poca conoscenza del vocabolo, pensavo significasse solo “vanitoso”, ma ahimè non è così.

Digito sul web e mi vien fuori: “Persona dedita al culto esclusivo e sterile di sé o della propria personalità”.

Mi rendo conto che dietro questa definizione c’è un mondo, c’è un abisso, c’è tanto altro.

Mi appassiono sempre di più, scavo alla ricerca del significato più intimo e profondo, spinta dall’attrazione che questo termine ha esercitato su di me. Quasi sempre la nostra mente ascolta e vede, ancor prima dei sensi, quello che inconsciamente ci interessa e appartiene.

Mi imbatto nelle parole dello psicologo Enrico Maria Secci e le faccio mie. “…Spesso è un uomo vuoto, mediocre, intriso di stereotipi e ossessionato dal bisogno di piacere agli altri, un individuo perseguitato dall’idea che qualcuno lo smascheri. Si comporta come una lavagna cancellabile: ci si può scrivere sopra qualunque cosa, ma nulla rimane davvero impresso. Oggi è un amante premuroso e galante e domani un latitante; a tratti è un poeta, a tratti un villano. Troppo impegnato in equilibrismi psicologici per tutelare se stesso da cadute vertiginose depressive o psicopatiche, non si accorge sinceramente del disastro che crea, ma si compiace dell’inseguimento sentimentale che scatena…”.

Dio! Ce l’ho in casa. E’ il mio uomo. Si, è proprio lui: “amante premuroso, galante, poeta… a tratti villano”.

Allora non sono io la folle, non sono io che sento strane sensazioni, non sono io a percepire questa dualità.

Decido di parlarne con lui di questo suo essere meraviglioso e poi così distruttivo.  Ahimè, sono io la pazza e la fissata.

Ok, non aprirò più il discorso, mi son detta. La lettura ancora in mio soccorso nella versione di Paul-Claude Racamier: “…il perverso relazionale non ha accesso ad una vera comunicazione con l’altro, non può averlo in quanto evita ogni confronto con la verità. Ciò che può fare, e che gli interessa davvero, è imporre, di questa, alla vittima, la propria versione. Non importa che cosa sia vero, importa che diventi vero ciò che lui afferma essere tale. La ‘vittima’ è il testimone deputato e necessario di questo sovvertimento. Infatti, aderendo alla versione che della verità il partner perverso le impone, e subendone le conseguenze, ella certifica, per così dire, il successo dell’azione perversa…”.

Continuo a leggere: “…l’azione del narcisista perverso ha come scopo il sovvertimento della verità e della logica. La sua perversione maggiore consiste nel disprezzo e nell’indifferenza verso questi due aspetti: verità e logica. Si tratta di un individuo abituato ad esigere dalle persone che lo amano continue dimostrazione di affetto che implicano il dovere di piegarsi alla rappresentazione della realtà imposta da lui, uniformandosi ad essa. Chi lo subisce avrà unicamente due alternative a) reagire e contrastare i suoi pensieri fuorvianti, caso in cui verrà ritenuto da lui una persona cattiva oppure pazza; b) accettare la follia delle sue interpretazioni pur di mantenere un rapporto qualsiasi, ipotesi in cui finirà fatalmente per nutrire il suo lato peggiore, menzognero. In ogni caso, il bersaglio di turno verrà denigrato e giudicato dal perverso una persona debole o poco intelligente perché incapace di essere alla sua altezza…”.

Si, sono io. Si, è lui.

E’ dura, sarà dura!

Si insidia con amore, attenzioni, poesia, allegria nel tuo cuore per poi diventare lentamente un “cancro”, che non accetti e… perseveri.

Non posso accettare l’idea che sia proprio così, continuo a ripetermi che non è possibile che quell’amore incondizionato, che ha ben piantato le radici nel mio cuore, abbia quest’altra faccia nera, maligna.

Mi rendo conto col tempo, che purtroppo è proprio così, la mia testa però non ce la fa ad annientare il bello che ha costruito in me. E inizia una lotta interiore. La mia parte razionale capisce tutto, è lucida, ma il mio cuore è follemente innamorato. Non vede. Non ragiona. C’è un duello tra me e me che mi consuma.

Vorrei tanto ritornasse il bello, l’amore, quello che ho toccato con mano, quello di cui mi ha nutrita nel primo anno. Vorrei annientare la ragione.

Cado,e mi rialzo, ma non grazie a lui.

La mia fortuna sono i legami di una vita, quelli che non mi hanno mai abbandonata, la capacità di reagire parlando, sfogando ogni mia paura, buttando fuori il male,  ma è solo una boccata d’aria, non sono ancora pronta.

Ed ecco che un bel giorno scatta il pulsante ed è luce.

Dinanzi al suo ennesimo atteggiamento da mostro, finalmente reagisco riversandogli addosso tutta la mia rabbia, la mia furia, un fiume in piena che porta dolore, ferite e sfiducia nel futuro, nelle persone, nell’amore.

E lì qualcosa si spezza, inizia il distacco.

Sento quel “cancro” uscire dalla mia anima. Sento la “liberazione”.

Sono libera, definitivamente.

Da quel giorno sono tornata a sorridere,  a riprendere in mano la mia preziosa Vita.

Si, è vero i mostri sono loro, non è colpa nostra. Mai tradire il nostro essere, i nostri princìpi, la nostra dignità. L’amore ci vuole libere e solo se puro dà luce alla nostra anima.

Sono fiera di me. Felice di essere guarita. E con le spalle ancor più forti di prima.

Un bacio a tutti e grazie CosenzaToday per la possibilità e la discrezione nel pubblicare la mia storia. Possa essere d’aiuto a chiunque viva una situazione del genere.

Firmato Nuova Vita.

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